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21/06/2011
 
44 milioni i rifugiati nel mondo, un terzo è emigrato in un altro Paese. L’Italia ne ospita 54mila, l’incidenza tra le più basse in Europa.
Quasi 44 milioni i rifugiati nel mondo (43,7 milioni), il numero più alto degli ultimi 15 anni. Una tragedia umana che colpisce soprattutto i Paesi poveri: in Pakistan vivono un milione e 900 mila profughi, un milione e 100 mila in Iran e un milione in Siria. Sono i dati contenuti nel Rapporto “Global Trend 2010” dell’Unhcr diffusi ieri in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato. Dei 43,7 milioni di persone in fuga, 15,4 milioni sono sotto la protezione dell’Unhcr o dell’Agenzia per la Palestina; 27,5 milioni di persone sono fuggiti all’interno del proprio Paese e circa 850 mila sono alla ricerca di asilo. Importante il dato che riguarda i minori: infatti, sono circa 15.500 le domande di asilo presentato da minori non accompagnati o separati dalle famiglie, gran parte dei quali somali o afgani. Dei 15 milioni di rifugiati che hanno lasciato il Paese, neanche 200 mila sono potuti tornare indietro. Un dato leggermente migliore riguarda chi è rimasto nel proprio Paese: di questi 27 milioni di persone (mai così alto negli ultimi 10 anni), hanno fatto ritorno a casa quasi in tre milioni. La maggior parte dei rifugiati, quasi il 75%, è accolta da Paesi in via di sviluppo. Ciò genera anche delle ripercussioni sociali ed economiche. Il loro “peso”, infatti, ricade sui Paesi ospitanti (che sono tra i più poveri al mondo): il Pakistan ha 710 rifugiati per ogni dollaro del suo Pil, il Congo 475 e il Kenya 247. In Italia - si legge nel rapporto dell’Unhcr - ci sono circa 56mila rifugiati, a fronte di 1,4 milioni in tutta l’Unione europea, dove la loro distribuzione non è omogenea. Nel continente esistono Stati come Germania e Svezia che ospitano sette rifugiati ogni 1000 abitanti, e Paesi come Spagna e Portogallo dove il rapporto è più basso: uno ogni 1000. In Italia questa proporzione è addirittura inferiore, con meno di un rifugiato ogni 1000 abitanti. Nell’ultimo anno i richiedenti asilo nel nostro Paese sono stati soprattutto nigeriani (1358), pakistani (930 domande) e afghani (875). Negli ultimi due anni - sottolinea in conclusione l’Unhcr - “le politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia hanno drasticamente ridotto il flusso di rifugiati e richiedenti asilo in arrivo sulle nostre coste”. “Il contributo maggiore che uno Stato può fornire è mantenere aperte le frontiere a tutti coloro che hanno bisogno di protezione” ha dichiarato Antonio Guterres, Alto Commissario per i rifugiati dell’Onu nel corso della conferenza di presentazione che si è svolta a Roma. “Lancio un appello - ha proseguito Guterres - ai Paesi del Nord del mondo affinché aiutino quelli del Sud a gestire il flusso dei rifugiati”. Per Guterres i Paesi europei, ma anche gli Stati Uniti, il Canada o l’Australia devono supportare le politiche di “reinsediamento” di quei rifugiati ospitati negli Stati che hanno concesso loro l’asilo. “Questi Stati - ha sottolineato - devono condividere l’onere delle responsabilità con i Paesi più poveri che ricevono l’80% dei rifugiati di tutto il mondo”.

FONTE: IMMMIGRAZIONE OGGI
 
             
             
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